Un laboratorio in presenza per docenti che vogliono usare l’intelligenza artificiale generativa in modo creativo e consapevole: dal brief all’immagine, dalla composizione al racconto visivo, fino alle domande su verità e autorialità. Ogni incontro è metà teoria e metà pratica e si chiude con qualcosa da portare in classe.
Il percorso, in cinque fasi
Porre il problema, acquisire controllo, creare, mettere in discussione, trasferire in una progettazione didattica reale.
I dodici incontri
- L’IA può essere creativa? – creatività, imitazione, responsabilità.
- Non scrivere prompt: costruisci un brief – obiettivo, destinatario, vincoli, criteri di successo.
- Disegnare con le parole – soggetto, inquadratura, luce, palette, stile.
- Non basta una bella immagine – gerarchia, punto focale, rapporto testo/immagine.
- La prima immagine è quasi sempre una bozza – iterare, confrontare, controllare le variabili.
- Dall’idea al progetto – un workflow multimodale completo.
- Ogni disciplina ha la sua IA creativa – Arte, Geografia, Italiano, Lingue, Turismo.
- Quando un’immagine diventa una storia – visual storytelling e storyboard.
- Possibile non significa vero – allucinazioni, bias, stereotipi, verifica.
- Chi è l’autore? – autorialità, copyright, responsabilità.
- Dall’esperimento alla lezione – trasformare una prova in attività didattica.
- Project work: creare per insegnare – una proposta completa, trasferibile in classe.
Gli strumenti sono quelli più probabilmente già in uso nelle scuole e gratuiti. Il programma si adatta all’ordine di scuola: dalla primaria alla secondaria di secondo grado.



