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Andrea Lauricella

Decreto legislativo 179/2026: cosa cambia per l’intelligenza artificiale nella scuola

In breve

  • Il D.Lgs. 179/2026 è in vigore dal 23 ottobre 2026 e adegua la normativa italiana all’AI Act.
  • Non nasce una nuova materia: l’IA entra nei curricoli come competenza trasversale, e le Indicazioni nazionali saranno aggiornate.
  • Entro il 21 gennaio 2027 il Ministero deve adottare il decreto sulla formazione dei docenti sull’IA; fino ad allora valgono le Linee guida del DM 166/2025.
  • Nessun obbligo di comitato etico in ogni scuola: gli USR possono promuovere comitati territoriali tra reti di istituti.
  • Nelle decisioni sul lavoro assistite dall’IA la decisione finale spetta sempre a una persona.

Dal 23 ottobre 2026 è in vigore il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre. Adegua la normativa italiana al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, l’AI Act, e dedica un intero capo all’IA nei percorsi formativi, nelle professioni e nel lavoro.

Nelle ultime settimane ho letto e sentito di tutto: «arriva la materia IA», «ogni scuola dovrà avere un comitato etico», «serve un Piano IA d’istituto». Sono andato a leggere il testo in Gazzetta. Il quadro è più sobrio di come viene raccontato, ma anche più interessante. La norma non chiede alla scuola soltanto di usare l’intelligenza artificiale: le chiede di educare all’intelligenza artificiale.

Articolo 36: l’IA entra nei curricoli

Le scuole possono promuovere attività formative sull’intelligenza artificiale «sin dal primo ciclo di istruzione», dentro l’educazione alla cittadinanza digitale, uno dei nuclei dell’educazione civica. L’obiettivo dichiarato è sviluppare negli studenti conoscenze, competenze e approccio critico verso un uso responsabile dell’IA e le sue implicazioni etiche, sociali e civiche. Possono anche inserire nei curricoli moduli STEAM che usano strumenti di IA. Il Ministero aggiornerà le linee guida STEM per favorirne l’integrazione.

Due passaggi sono più impegnativi.

  • Orientamento: nelle secondarie di primo e secondo grado le scuole adottano iniziative di orientamento verso i percorsi STEAM, comprese le applicazioni dell’intelligenza artificiale. Il Ministero rivedrà di conseguenza le linee guida per l’orientamento.
  • Indicazioni nazionali: il comma 6 prevede che le Indicazioni nazionali siano aggiornate per introdurre l’IA nei curricoli scolastici e sviluppare competenze per un uso «consapevole, critico, responsabile ed eticamente orientato» dell’IA generativa, «in prospettiva interdisciplinare e trasversale alle discipline del curricolo».

Qui c’è il primo messaggio importante. L’IA non diventa una materia da aggiungere all’orario: diventa una competenza trasversale, che riguarda il modo di apprendere, insegnare, valutare e leggere le informazioni in ogni disciplina.

Articolo 37: social, piattaforme digitali ed emergenza educativa

L’articolo 37 nasce per fronteggiare l’«emergenza educativa» legata all’uso eccessivo e non consapevole dei social media e alle dipendenze comportamentali degli studenti. Tra le piattaforme considerate ci sono anche gli «ambienti relazionali basati su sistemi di intelligenza artificiale», come i chatbot usati come amico o confidente.

Entro novanta giorni, cioè entro il 21 gennaio 2027, il Ministero dell’Istruzione e del Merito deve avviare:

  • un piano di formazione riservato ai docenti, sulle competenze legate all’uso dei social media e delle piattaforme digitali;
  • interventi educativi per alunni e studenti, da realizzare nell’autonomia delle scuole e nel PTOF, anche con le famiglie, per tutelare il benessere dei minori nello spazio digitale.

Il piano è finanziato fino a 100 milioni di euro dal Programma nazionale «Scuola e Competenze 2021-2027». Attenzione: non è un fondo per la formazione sull’IA. È un piano sull’educazione digitale e sui social, che comprende anche le piattaforme basate sull’IA.

Articolo 38: la formazione dei docenti sull’intelligenza artificiale

È il cuore della norma per chi insegna. La formazione sull’IA dei docenti in ingresso e in servizio, compresi quelli dei CPIA, sarà regolata da un decreto ministeriale atteso entro il 21 gennaio 2027. L’obiettivo è promuovere la conoscenza dei sistemi di IA e delle tecniche per «identificare e mitigare i rischi e le distorsioni», per un uso consapevole, responsabile ed etico.

I contenuti per i docenti

  • competenze digitali avanzate: valutazione critica delle informazioni, sicurezza, privacy e identità digitale;
  • progettazione di attività didattiche che integrino l’IA, insieme a nuovi modi di valutare le competenze.

Gli interventi per gli studenti

  • alfabetizzazione sui principi di funzionamento, sulle potenzialità e sui limiti degli algoritmi;
  • uso etico, trasparente e critico delle tecnologie;
  • analisi critica dei contenuti generati dall’IA contro disinformazione e dipendenza tecnologica;
  • riduzione del divario digitale.

Le precisazioni che contano oggi

  • fino al nuovo decreto restano valide le Linee guida del DM 166 del 9 agosto 2025;
  • resta piena l’autonomia delle scuole nella scelta e nella gestione delle piattaforme di IA;
  • gli Uffici scolastici regionali possono promuovere un comitato tecnico-etico territoriale, costruito su reti di scuole, con compiti di monitoraggio, formazione continua e adeguamento del Patto educativo di corresponsabilità e del regolamento d’istituto. È una facoltà degli USR: nessuna scuola è obbligata a istituire un proprio comitato.

Il secondo messaggio è questo. La formazione richiesta dalla legge non è un addestramento sugli strumenti: comprende privacy, distorsioni, attendibilità, responsabilità, valutazione e progettazione didattica.

E per chi lavora, scuola compresa

Articolo 41: le decisioni sul lavoro

Vale per ogni datore di lavoro, quindi anche per le scuole.

  • La decisione finale spetta a una persona. Se si usa l’IA nei processi decisionali sul rapporto di lavoro (costituzione, modifica, cessazione, provvedimenti disciplinari, valutazione delle prestazioni), la decisione finale non può essere adottata solo in modo automatizzato: deve restare a una persona fisica, con un potere effettivo e autonomo.
  • L’eccezione della selezione. Le attività di ricerca e selezione delle candidature non rientrano tra le decisioni finali, anche quando escludono un candidato dalle fasi successive. Un esempio: un software che fa una prima scrematura dei curricula ricevuti per una posizione non viola la norma. La decisione di assumere o meno deve però spettare a una persona.
  • Motivazione comprensibile. Il lavoratore ha diritto a una motivazione comprensibile della decisione, che indichi anche quanto ha pesato l’IA.
  • Il consenso non basta. Il consenso del lavoratore non è un’eccezione al divieto.
  • Sanzione. Le decisioni prese in violazione sono nulle.

Articolo 42: salute e sicurezza

I sistemi di IA che incidono su organizzazione del lavoro, ritmi, modalità della prestazione o decisioni rilevanti per la sicurezza vanno considerati nella valutazione dei rischi. Inoltre i datori di lavoro devono assicurare ai lavoratori un’adeguata informazione e formazione sui rischi specifici legati all’uso dell’IA e sulle misure di prevenzione. Anche fuori dalla scuola, quindi, l’alfabetizzazione sull’IA diventa parte della sicurezza sul lavoro.

Cosa non cambia

  • Non nasce una nuova materia obbligatoria.
  • Non c’è l’obbligo di scrivere un «Piano IA» d’istituto.
  • Non c’è un comitato etico in ogni scuola.
  • Le scadenze del 21 gennaio 2027 riguardano il Ministero, non le singole scuole.

Cosa conviene fare adesso

Gli obblighi immediati per le singole scuole sono pochi, ma aspettare il decreto ministeriale senza muoversi sarebbe un’occasione persa. Ecco alcune attività che consiglierei di avviare:

  1. Una ricognizione degli strumenti di IA già in uso in classe e in segreteria, insieme al DPO: chi li usa, per fare cosa, con quali dati di studenti e personale.
  2. Un’attenzione particolare agli strumenti usati per valutare. Non tutto ciò che aiuta a correggere un esercizio è «ad alto rischio», ma se uno strumento incide sui percorsi degli studenti va scelto e usato con criteri chiari.
  3. Una revisione di regolamento d’istituto e Patto di corresponsabilità, i documenti che il decreto stesso richiama, con indicazioni comprensibili per docenti, studenti e famiglie.
  4. Un piano di formazione dei docenti che parta dalle Linee guida del DM 166/2025, oggi il riferimento valido. Chi comincia ora arriverà al nuovo decreto con un collegio già preparato. Su privacy e regole dell’IA ho costruito il corso Privacy, GDPR e AI Act.

Il significato della norma

Il decreto arriva in un momento in cui molte scuole stanno ancora capendo come affrontare l’intelligenza artificiale. Alcune la vedono come un’opportunità, altre come un problema da contenere, altre ancora si limitano a sperimentare qualche strumento.

Il legislatore indica una direzione precisa: questa trasformazione non si governa solo con regolamenti, divieti o autorizzazioni all’uso delle piattaforme. La questione è educativa.

Il punto, per chi insegna

C’è un aspetto che considero particolarmente significativo nell’articolo 38. La formazione richiesta non riguarda solo la conoscenza degli strumenti: riguarda soprattutto la capacità di riconoscerne i limiti, individuare le distorsioni, valutare criticamente le informazioni e comprenderne le implicazioni.

In altre parole, non basta insegnare a usare l’intelligenza artificiale. Bisogna insegnare a pensare mentre la si usa.

È il principio alla base del Metodo F.A.I., Fermati, Analizza, Impara, che propongo nei miei percorsi per docenti. È un approccio che mette al centro il pensiero critico, la consapevolezza e la responsabilità, prima ancora della padronanza tecnologica. L’ho sviluppato nel libro Insegnare quando l’IA è già in classe, che dedica un capitolo a dati personali, AI Act e responsabilità della scuola.

Se la tua scuola sta pensando a un percorso di formazione su intelligenza artificiale e privacy, scrivimi: lo progettiamo sulle esigenze del vostro collegio.


Fonte: Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 234 dell’8 ottobre 2026 (testo ufficiale).

Immagine di copertina generata con l’intelligenza artificiale.



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